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Angelo Gabriel

Politician, Republic of Venice (1470–1533)

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Angelo Gabriel (Gabrielli) (Venezia, 1470 – Venezia, 11 febbraio 1533) è stato un nobile, politico e umanista italiano, amico di Pietro Bembo. Nato da Silvestro e Agnese Pesaro, Angelo Gabriel faceva parte di una famiglia del patriziato veneziano di remota origine eugubina. Dotato di una vivace intelligenza, partì insieme all'amico Pietro Bembo alla volta di Messina nel 1492 per ascoltare le lezioni di greco tenute da Costantino Lascaris. Al ritorno in patria il Bembo pubblicò per i tipi di Aldo Manuzio la sua prima opera, denominata De Aetna (1496), dedicandola all'amico in ricordo dell'ascesa al vulcano che avevano compiuto insieme. L'anno precedente (1495), anche Aldo Manuzio aveva dedicato ad Angelo una nuova versione della Grammatica greca del Lascaris, basata sulla versione portata con sé da Messina e con testo latino a fronte, intitolata Erotémata, che fu la prima edizione aldina pubblicata in assoluto (il testo in greco, già pubblicato a Milano da Dionigi Parravicino nel 1476, aveva costituito il primo libro interamente in lingua e caratteri greci stampato in Europa). Nell'ultimo decennio del Quattrocento perfezionò i suoi studi presso l'università di Padova, acquisendo una profonda erudizione umanistica che lo mise presto in luce tra l'élite culturale veneziana, soprattutto per le spiccate capacità oratorie. Accolto nell'Accademia Aldina sin dalla sua istituzione (1494), entrò in contatto con tutti i personaggi di spicco della sua epoca, tra cui Egnazio, Andrea Navagero, Daniele Renier, Marin Sanudo il Giovane, Giovanni Battista Ramusio, Giovanni Aurelio Augurelli, che gli dedicò il Carmen XVII del suo Iambicus Liber, intitolato Vivendum esse, et amandum, e con il cugino Trifone Gabriel, il Socrate di Venezia. Eletto senatore già nel 1500, nel 1501 tenne, davanti al doge e ai massimi rappresentanti della Repubblica, l'orazione per la morte del cardinale Giovanni Battista Zeno, pubblicata poi nel 1502. Nello stesso anno diede alle stampe il Libellus hospitalis munificentiae Venetorum in excipienda Anna Regina Hungariae, in cui è riportato il discorso che Angelo pronunciò, a nome del Senato veneziano, in onore di Anna di Foix-Candale, durante il suo soggiorno veneziano (1502), mentre si recava, sposa promessa, da Ladislao Jagellone, re di Ungheria e di Boemia. In quegli anni fu autore di altre opere letterarie (come l'Epistola Aristotelis ad Alexandrum Macedonem regem, e greco in latinum versa per Angelum Kabrielem) o d'occasione, dedicate alla morte della madre e a vari amici e personalità.

Text: Italian Wikipedia, CC BY-SA 4.0. ·

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