Común · Saberes
Barberini collection
Colección de arte, Italia
Resumen elaborado a partir de los datos de Wikidata
En Wikipedia
Texto en italiano Aún no hay artículo en tu idioma: extracto en italiano.
La collezione Barberini è una collezione d'arte nata nel corso del Seicento a Roma, una delle principali espressioni del barocco. La figura familiare dominante in ambito mecenatico fu quella di papa Urbano VIII, che con la sua politica diventa un vero e proprio manifesto dell'arte barocca, grazie al quale si raggiungono apici in ogni ambito artistico, da quello letterario a quello architettonico, pittorico e scultoreo (anche di antichità, seppur risulta marginale per quantità la raccolta di marmi antichi rispetto alle altre collezioni romane coeve). La raccolta, organizzata tra il palazzo ai Giubbonari, quello della Cancelleria e soprattutto in gran parte nel sontuoso palazzo familiare alle Quattro Fontane di Roma, deve la sua evoluzione ai nipoti che hanno operato nell'orbita pontificia, i cardinal nipoti Antonio iuniore e, soprattutto, Francesco seniore nonché il principe di Palestrina Taddeo Barberini. Estinto il ramo principale sul finire del Settecento con Cornelia Costanza, ultima discendente diretta del casato, la collezione (che già nel frattempo vide la vendita di alcuni pezzi per far fronte ai debiti familiari) è stata gravemente divisa a seguito del matrimonio della donna con un esponente dei Colonna di Sciarra tra le due linee createsi, da un lato gli originari Barberini principi di Palestrina e dall'altro gli eredi dei titoli Colonna dei principi di Carbognano, da cui quest'ultima è scaturita la vendita di un'ulteriore buona parte delle opere della collezione. Un successivo frazionamento ha interessato la collezione nell'Ottocento, con gli eredi Barberini dei principi di Palestrina che hanno creato ulteriori due rami familiari imparentati con i Corsini, che nel 1892 donarono allo Stato italiano buona parte della loro collezione, tra cui alcuni pezzi Barberini, e con i Sacchetti. Il Regio decreto del 1934 ottenuto su pressioni della famiglia Barberini (nei rami Corsini e Sacchetti) causò tuttavia ancora un'altra dispersione della collezione. In ordine al dispositivo di legge, infatti, una parte esigua della raccolta doveva essere alienata allo Stato italiano, che qualche anno dopo comperò anche il palazzo di via Quattro Fontane per farne sede della Galleria d'arte antica, un altro gruppo di opere sarebbe rimasto di proprietà agli eredi Barberini, i cui discendenti del ramo Sacchetti tutt'oggi rimangono proprietari assieme ad alcuni locali di pertinenza del palazzo, mentre ancora un altro gruppo di opere era libero di alienazione nel mercato, anche estero, trovando così collocazione in vari musei e collezioni del mondo. Nel 1952 lo Stato Italiano compra dagli eredi della collezione ulteriori centododici opere, cui se ne aggiunsero nel tempo altre ancora, portando la Galleria nazionale sita nell'originario palazzo familiare alle Quattro Fontane a possedere circa duecento opere dell'originario fondo Barberini. Composta da opere dei principali autori del barocco romano (come Caravaggio, Guido Reni, Gian Lorenzo Bernini, Pietro da Cortona, Guercino, Giovanni Lanfranco, Andrea Sacchi e Nicolas Poussin), a oggi della collezione Barberini una parte è rimasta agli eredi della famiglia, un'altra è sita nell'omonimo palazzo di Roma, sede delle Gallerie nazionali d'arte antica, mentre un'altra parte è sparsa in vari musei del mondo. Il cardinale Maffeo Barberini, studente in legge presso il collegio gesuita di Roma, viveva con lo zio monsignor Francesco Barberini seniore, che lo chiamò nel 1584 con sé dopo la prematura morte del fratello, nonché padre di Maffeo, Antonio Barberini.
Texto: Wikipedia en italiano, CC BY-SA 4.0. ·