Común · Lugares
Cervia Vecchia
Yacimiento arqueológico
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Cervia, successivamente denominata come Cervia Vecchia per distinguerla dall'omonimo abitato di fondazione, sorto ad oriente oltre lo specchio delle saline, è stata un'antica città italiana, individuabile nei terreni delle Saline di Cervia. Una leggenda lega questo nome ad un miracolo compiuto da San Bassano: il vescovo di Lodi attraversava un giorno la secolare pineta, proprio nel periodo in cui si stava costruendo l’abitato, e dinanzi a lui si inginocchiò una bellissima cerva, spaventata perché inseguita da un drappello di bramosi cacciatori. Il santo avrebbe pertanto ribattezzato la località “Cervia”, in ricordo dell’episodio, e ancora oggi un cervo, su sfondo giallo e blu, campeggia sullo stemma ufficiale del comune. Altri studiosi, con gusto meno letterario, fanno risalire il toponimo ad un’antica ara in onore di Cerere (Caereris ara), dea romana dei raccolti, di cui i documenti attestano l’esistenza ab antiquo in prossimità della pineta, e altri ancora agli “acervi”, i mucchi di sale che fin dai tempi preromani punteggiavano l’ampia distesa delle saline. La città sorse probabilmente dopo la distruzione per mano dell'esarca Teodoro dell'abitato di Ficocle, posto verosimilmente ad ovest delle saline. Quel che è certo è che fin dal X secolo ne compaiono le attestazioni: lo nominano gli atti del concilio ravennate del 997, in cui si legge la firma di “Leo episcopus Phycodensis, quae nunc Cervia vocatur” (“Leone vescovo di Ficocle, che ora si chiama Cervia”); vi fa cenno il geografo arabo al-Idrisi, nel Libro di re Ruggero del 1153; esaltano la sua importanza strategica il Cardinale Ostiense, Enrico da Susa, e il cardinale francese Anglic de Grimoard, un secolo più tardi nelle loro trattazioni. L'importanza del sale è motivo di un succedersi di dominazioni succedutesi e rivolgimenti politici. Per secoli, le saline appartengono al vescovo di Cervia, che esercita, nella sua diocesi e nei territori limitrofi, potere spirituale e potere temporale insieme, spesso in diretta competizione con l'arcivescovo di Ravenna, spalleggiato e sostenuto dall'Impero bizantino, cornice che caratterizza il lungo periodo della cosiddetta Lotta per le investiture. Curia Romana, Forlì, Cesena, Ravenna, Venezia, Bologna, Rimini, i Da Polenta, i Malatesta, gli Sforza, per secoli impegnano le loro migliori forze militari e le loro diplomazie per contendersi e accaparrarsi la città delle saline e il prestigio che essa porta. È la Repubblica di Venezia ad esercitare il dominio più duraturo e più foriero di influssi, anche culturali, sulla città, che ha termine nel 1509, quando la Serenissima viene duramente sconfitta nella battaglia di Agnadello, vicino a Cremona, dall'esercito della Lega di Cambrai, patrocinata dall'Imperatore Massimiliano I d'Asburgo, re Luigi XII di Francia, papa Giulio II e Ferdinando II d'Aragona.
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