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Ercole Ronco

Militar italiano (1890-1967)

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Ercole Ronco (Torino, 16 aprile 1890 – 10 ottobre 1967) è stato un militare italiano, generale di corpo d'armata e Capo di Stato Maggiore del Regio Esercito. Nacque a Torino il 16 aprile 1890, figlio di Attilio e Apollonia Vercellino. Frequentò la Regia Accademia Militare di Modena da cui uscì con il grado di sottotenente il 17 settembre 1911, assegnato al 2º Reggimento alpini, partecipando poi alla Guerra italo-turca dove fu decorato con una Medaglia d’argento al valor militare per il coraggio dimostrato nel combattimento di Bu Mafer, l’8 ottobre 1912. Con il grado di capitano, e poi di maggiore, prese parte alla prima guerra mondiale, dove ricoprì incarichi in seno allo Stato maggiore della 36ª Divisione, venendo decorato con due Croci di guerra al valor militare. Negli anni 1919-1921 frequentò la Scuola di guerra dell'esercito, operando in seno al Regio corpo truppe coloniali della Cirenaica negli anni dal 1929 al 1931, partecipando alle operazioni di polizia coloniale. Assolse vari incarichi allo Stato maggiore del Regio Esercito a Roma. Promosso colonnello, comandò il 94º Reggimento fanteria "Messina" di stanza a Fano, e quindi la Scuola allievi ufficiali di complemento. Durante la seconda guerra mondiale fu Capo di stato maggiore del Comando Superiore delle forze armate dell'Egeo (EGEOMIL) a Rodi, venendo decorato con la Croce di Cavaliere dell’Ordine militare di Savoia. Nel 1942, con il grado di generale di brigata, assunse il comando della 184ª Divisione paracadutisti "Nembo", operante dapprima in Toscana e poi in Sardegna, regione quest'ultima, in cui si trovava nei giorni dell'armistizio con gli Alleati dell’8 settembre 1943. All’interno della sua divisione si verificarono alcuni episodi di ammutinamento dei reparti, il più grave dei quali fu quello del XII Battaglione del 184º Reggimento, al comando del maggiore Mario Rizzatti, che decise di continuare a combattere a fianco degli ex alleati tedeschi.

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