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Il Gualdo
Conjunto habitacional, Castiglione della Pescaia (1967)
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Il centro commerciale Il Gualdo è un complesso architettonico a uso commerciale e residenziale situato a Punta Ala, nel comune di Castiglione della Pescaia, in provincia di Grosseto. Il Gualdo nasce come complesso residenziale all'inizio degli anni Sessanta. Dopo la costruzione del complesso Delfino, con un edificio previsto di nove piani e interrotto all'altezza del sesto grazie all'intervento di Italia Nostra, viene dato l'incarico all'architetto Ludovico Quaroni per una soluzione più organica, di uguale cubatura ma ristretta nelle dimensioni e meglio inserita nell'ambiente. La committenza era rappresentata da un consorzio di banche riunite sotto il nome di Società Punta Ala S.p.A., con sedi a Torino, Roma e Milano; in un secondo momento la proprietà passò a Pesenti. Per il progetto, Quaroni si avvalse della collaborazione degli architetti Roberto Maestro, Aldo Ponis, S. Paoli, G. Esposito. La direzione dei lavori fu assunta dall'architetto Francesco Paolo Piemontese per le residenze, dall'architetto Walter Di Salvo per il centro civico e commerciale. Sull'area totalmente libera, con la unica presenza del palazzone Delfino che avrebbe dovuto essere esplicitamente mimetizzato e un boschetto di robinie e quercioli sul limite ovest, assolutamente da conservare, venne costruito il complesso residenziale costituito da nuclei condominiali di casette unifamiliari raccolte intorno ad una piazzetta centrale. Per la vita sociale del complesso si rendeva necessaria una rete completa di attrezzature, servizi e negozi, concentrata nella piastra del cosiddetto centro civico, progettato nel 1963 e diviso in due lotti di lavori per la realizzazione, compita per la prima metà nel 1964, per la seconda intorno al 1967. La volontà dei progettisti era quella di realizzare una composizione in scala umana mossa e varia, articolata all'interno di un anello viario e collegata da due principali percorsi pedonali, la via del Sole e la via della Luna - così chiamate per la loro diversa esposizione. Il modulo di base adottato, secondo il quale venne suddivisa l'intera area, fu quello del quadrato di 10,5 x 10,5 m. Sempre sul quadrato, ribaltabile e riducibile ad una C nell'eventualità di inglobare gli alberi esistenti, si basava la progettazione delle residenze, ispirate a modelli nord-africani sulla base delle esperienze compiute poco tempo prima in Tunisia sia da Quaroni che da Maestro: in ciascun nucleo le tredici abitazioni erano organizzate su due piani sfalsati fra loro, con un giardino per gli appartamenti al piano terreno e una grande terrazza coperta da un pergolato per quelli al primo piano, dotati di accesso indipendente dalla piazzetta centrale.
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