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Le Psychodrame
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Le Psychodrame (o, semplicemente, Psychodrame) è un documentario sperimentale del 1956 diretto da Roberto Rossellini. Si tratta dell'esordio televisivo del regista realizzato per la rete francese RTF insieme con Jacob Levi Moreno, ideatore dello psicodramma. (Il professore di psicodramma Jim Einis, nell'introduzione del film) Girato negli studi della Radiodiffusion-Télévision Française, il documentario riflette le tecniche elaborate dallo psichiatra Jacob Levi Moreno nell'ambito di uno psicodramma articolato in tre sessioni, con protagonisti un gruppo di attori professionisti affiancati, nell'applicazione del metodo, dallo stesso Moreno e dalla sua allieva Anne Ancelin Schützenberger. Dapprima nell'introduzione e successivamente nella parte finale del film, il professore americano di psicodramma Jim Einis fornisce le proprie spiegazioni e conclusioni in merito all'esperimento psicodrammatico, nel secondo caso accompagnato anche dalla psicologa Ancelin Schützenberger. Nel corso delle sessioni, le situazioni improvvisate, di carattere generale e per lo più conflittuali, variano da una semplice discussione, nella quale tre interlocutori si confrontano, sostenendo ciascuno ostinatamente la propria posizione circa rilevanti temi d'attualità, quali l'impegno civile e l'importanza dell'interesse politico del cittadino, a un autentico autodramma catartico in cui un attore, su indicazione del dottor Moreno, impersona simultaneamente se stesso e il padre, immaginando un dialogo fra i due, ed infine a una terza drammatizzazione in cui un'attrice rivive un colloquio con un regista teatrale. Il progetto nacque nel 1956 in seguito a un incontro a Parigi fra Rossellini e Moreno organizzato da Schützenberger. Il metodo terapeutico dello psicodramma, da intendersi essenzialmente quale sprigionamento delle potenzialità creative mediante il rivestimento di ruoli entro un profilo strettamente psicoanalitico, suscitò l'interesse di Rossellini, giacché, fondandosi sulla spontaneità interpretativa degli attori e, di conseguenza, sulla riduzione di ogni convenzione narrativa, appariva particolarmente affine ad un modello di recitazione da lui apparentemente ricercato. In aggiunta, l'esperimento di Le Psychodrame offrì al regista un appiglio di riflessione sulle possibilità della televisione in funzione di strumento didattico e conoscitivo, preannunciando le finalità che avrebbe perseguito durante la fase conclusiva della sua carriera. Tali propositi hanno, per l'appunto, trovato maggior riscontro nelle successive produzioni concepite dal cineasta per il piccolo schermo, contraddistinte da una regia volutamente didascalica ed emotivamente sobria, orientata segnatamente alla divulgazione storica e culturale. La pellicola fu girata in 16mm e con quantomeno due cineprese, in modo da raddoppiare i punti di vista sugli interpreti, configurandosi piuttosto come una prolungata osservazione dello psicodramma che come una consueta serie di riprese, presentando peraltro una regia della quale non è ben intuibile il ruolo svolto nel film e che non a caso Adriano Aprà definisce "di servizio".
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