Incomum · Personalidades
Michelangelo Agrusti
Italian politician
Político italiano, nascido em 1953
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Michelangelo Agrusti (Palagiano, 14 gennaio 1953) è un politico italiano. Fu sindaco di Casarsa della Delizia dal 1980 al 1990. È stato deputato dal 1987 al 1994 nella X (con la Democrazia Cristiana) e XI legislatura (con Democrazia Cristiana e Partito popolare italiano). Dal 2012 al 2019 è stato presidente di Unindustria Pordenone e dal 2020 è presidente di Confindustria Alto Adriatico, l'associazione degli industriali delle ex-provincie di Gorizia, Pordenone e Trieste. Dal 2020 è presidente della Fondazione pordenonelegge.it che organizza ogni anno il Festival Pordenonelegge.it - Festa del libro con gli autori. Nel corso delle discussioni sul riarmo europeo, ha sottolineato come "ci sono tante aziende che possono essere rapidamente riconvertite e che hanno lavorato per le reparti sofisticati dell'automotive, ci sono aziende del settore elettronico, aziende che hanno già lavorato nell'avionica, aziende che avevano già per prime prodotto droni sia pure da ricognizione, proprio nel territorio pordenonese". Nel 2025 è stato a centro di una polemica con Coop Consumatori, riportata da tutte le fonti di stampa del Nord-Est e dal "Sole 24 ore", che invitava al boicottaggio delle merci israeliane accusandola di anti-semitismo, accusa alla quale la Coop ha ribattuto chiedendo che si togliesse la bandiera di Israele dall'edificio di Confindustria Pordenone. Durante la sua carriera imprenditoriale, Agrusti è stato coinvolto nella vicenda giudiziaria legata al fallimento di Onda Communication — poi Telecomunicazioni Industriali S.p.A. — società di telecomunicazioni da lui co-fondata e di cui è stato presidente del consiglio di amministrazione fino alla dichiarazione di fallimento del 19 novembre 2013. In seguito al crac, la Procura della Repubblica di Pordenone avviò indagini su presunte irregolarità nella gestione della società, con contestazioni relative all’utilizzo di fatture per operazioni inesistenti, all'evasione fiscale e a falsi in bilancio per le dichiarazioni IVA riferite agli anni 2010-2011, che portarono anche a sequestri cautelari di beni per diversi milioni di euro nei confronti di Agrusti e altri dirigenti. Nel prosieguo dell'azione fallimentare, Agrusti definì la propria posizione con la curatela fallimentare attraverso una transazione stragiudiziale, versando una somma di denaro per responsabilità gestionali, operazione che contribuì al recupero di risorse a favore dei creditori nell'ambito della liquidazione dell’attivo.
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