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Monte Giordano
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Monte Giordano è una piccola altura posta nel centro di Roma nel rione Ponte, nella Regio nota in passato come Scorteclaria, nei pressi di Ponte Sant'Angelo, formatasi probabilmente per l'accumulo di detriti provenienti dal non lontano antico scalo fluviale della statio marmorum di Tor di Nona. È situata lungo la via omonima, prolungamento della via di Panìco, e prospiciente la via dei Coronari in prossimità di Piazza San Salvatore in Lauro; l'area è altresì delimitata dal vicolo Domizio alla cui confluenza con via dei Coronari è posta la nota Immagine di Ponte, e da via della Vetrina. Il sito rivestiva nel Medio Evo notevole valore strategico per essere collocato tra due arterie principali quali la via Recta e a ridosso della via Papalis, così detta essendo la strada che percorreva il Papa nelle Cavalcate di Possesso; quest'ultima oggi nota come via dei Banchi Nuovi e via del Governo Vecchio, percorreva piazza dell'Orologio (già piazza di Monte Giordano), ed insieme a via del Pellegrino costituiva la principale arteria che collegava la città al Vaticano. Il palazzo è contraddistinto con il numero 582 nella Pianta o Nuova Topografia di Roma di Giovanni Battista Nolli.Si vuole che il monte sia citato anche da Dante nel XVIII canto dell'Inferno (28-33). Noto dalla metà del secolo XII come luogo fortificato di proprietà di Johannes Roncionis, detto signore di Raiano sito in territorio Collinense (quasi certamente l'attuale Riano), ancora nella bolla di papa Alessandro III del 1177, ne veniva già attestata la presenza della chiesa di Santa Maria in Monticello appartenente al monastero di S. Elia di Falleri. Nel secolo successivo il monte risultava di proprietà di Stefano Petri de Monte ritenuto della famiglia Stefaneschi che vi possedeva la Turris Maior. Gli Orsini ne entrarono progressivamente in possesso tra il 1242 e il 1262, divenendone poi gli unici proprietari. Il sito prese nome allora, probabilmente, dal cardinale Giordano (fratello del papa Niccolò III) o da Giordano Senatore di Roma nel 1339. Dallo stesso periodo la località, ormai pienamente di proprietà di alcuni rami della famiglia che vi si erano insediati, fu nota anche come Mons Ursinorum, dalla cui dimora i rami della famiglia presero a distinguersi dagli altri con il nome di Orsini de Monte, rispetto agli Orsini de Campo residenti in Campo de' Fiori e agli Orsini de Ponte residenti in prossimità del vicino Ponte Sant'Angelo o nell'omonimo castello. La famiglia Orsini vi costruì nei secoli successivi un complesso edilizio fortificato di notevoli dimensioni il cui antico accesso sarebbe stato quello sull'attuale via dei Gabrielli, dove si riunirono le abitazioni dei rami di Bracciano, di Monterotondo e di Pitigliano.
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