Incomum · Arquitetura

Villa Capriglio

Villa, Turim (1706)

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Villa Capriglio, originariamente nota come Vigna Marchisio e poi anche come Villa Melina, è un edificio storico di Torino situato presso la prestigiosa zona della collina e fa parte dell'Ecomuseo Urbano della Circoscrizione VII. Nonostante lo stato di abbandono in cui attualmente versa e gli atti di vandalismo che ha subìto nel corso dei decenni, dal 2016 la villa è stata messa in vendita dal Comune di Torino, tuttavia per il momento resta in balìa dell’incuria e del trascorrere del tempo. L’urbanizzazione della collina torinese risale tra la metà del Settecento e i primi anni del Novecento, quando sorsero numerose ville nobiliari e alto borghesi denominate tipicamente vigne. Tuttavia la costruzione della villa iniziò nei primi anni del XVIII secolo su volere della famiglia Marchisio, prendendo il nome di Vigna Marchisio. Completata nel 1706, essa divenne quindi una delle prime e più tipiche abitazioni di villeggiatura appartenenti a famiglie nobili inserite nel paesaggio collinare torinese. Nel 1736 Maria Maddalena Genevosio, vedova del proprietario, la lasciò in eredità ai propri nipoti Modesto e Giovanni Aurelio. Nel 1746 l’abitazione venne venduta dai fratelli Genevosio che la ereditarono a Giovanni Paolo Melina di Capriglio (o forse Majno di Capriglio), un rampante gentiluomo e mercante di spezie di incerte origini nobili che diede alla villa il nome con cui è nota ancora oggi. Da allora la fama di Villa Capriglio si fece ancora più insistente per la personalità del conte Giovanni Paolo. Costui pare dovesse il suo titolo nobiliare e le sue ricchezze non tanto a una effettiva discendenza nobile, bensì alla sua scaltrezza in affari, nonché alla sua spiccata attitudine alla scalata sociale. Da uomo ambizioso qual era, egli seppe tessere rapporti assai proficui e utili alla sua ascesa, entrando così nelle grazie dei Savoia fino a diventare consigliere delle Finanze di Vittorio Amedeo II.

Texto: Wikipédia em italiano, CC BY-SA 4.0. ·

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